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Sistema Solare

Asteroidi che sfiorano la Terra (Parte 2/2)

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Cratere Aorounga - Diverse centinaia di milioni di anni fa, l'impatto di un asteroide (o cometa) segnò profondamente la regione settentrionale del Chad, nel Deserto del Sahara. (Fonte: Jet Propulsion Laboratory)(di Giuseppe Nobile)

I corpi del Sistema Solare che transitano nei pressi della Terra non sono solo asteroidi.

Asteroidi che sfiorano la Terra (Parte 1/2)

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Ad oggi, ne sono stati studiati e numerati più di 7000 asteroidi, anche se il loro numero è di gran lunga maggiore. Fonte: Students for the Exploration and Development of Space (SEDS)(di Giuseppe Nobile)

Il 20 dicembre 2000 una Astro Alert, diffusa tramite e-mail su Internet, annunciava la scoperta di un nuovo asteroide. Il servizio Astro Alert gestito dalla redazione del periodico “Sky & Telescope” consente di essere tempestivamente informati su tutto quanto, o quasi, di nuovo fa la sua apparizione in cielo.

Vulcani Extraterrestri

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Olympus Mons e vulcani della regione Tharsis sulla superficie di Marte. (Fonte: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)(di Rosa M. Mistretta)

Hanno il nome del Dio del Fuoco. La loro attività si è rivelata cruciale nel processo di formazione della Terra: possono creare enormi fiumi incandescenti, agire termicamente sull’atmosfera, sommergere di cenere un’isola, generare ondate d’acqua e di lava.

Gli oceani delle lune di Giove

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I quattro satelliti galileiani di Giove (scoperti da Galileo Galilei nel 1610) ripresi dalla sonda Voyager 1 durante il suo avvicinamento al pianeta nel marzo 1979. Fonte: Galileo: Journey to Jupiter(di Giuseppe Nobile)

…..Un binocolo è sufficiente per individuare, accanto al grande pianeta, quattro stelle in lento moto. In realtà stelle non sono, ma i satelliti scoperti da Galileo.

Svelato un nuovo enigma sulle comete

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Rappresentazione artistica di un disco di accrescimento stellareGli scienziati si sono sempre chiesti come  piccoli cristalli di silicato, che in genere necessitano di alte temperature per formarsi, si possano trovare nelle comete che, come è risaputo, sono costituite essenzialmente di ghiacci.

Il trionfo della Luna (Parte 2/2)

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Ogni 29,5 giorni (un mese lunare), la Luna compie una rivoluzione completa intorno alla Terra. (Fonte: MrEclipse.com)(di Daniela Villani)

“Per cominciare, l’uomo probabilmente non sarebbe mai esistito se la Terra non avesse avuto una luna” …

Il Trionfo della Luna (Parte 1/2)

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Sistema Terra-Luna(di Daniela Villani)

Terra e Luna: due pianeti (o meglio un pianeta, la Terra, e il suo satellite, la Luna) che viaggiano insieme nello spazio, ormai, da miliardi di anni!
La loro è la storia di una lunga amicizia iniziata, secondo l’ipotesi più accreditata, drammaticamente, quando un oggetto massiccio (forse più di Marte) colpì la Terra.

Dove è andata l’acqua di Venere?

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Venus Express sta studiando in modo approfondito fenomeni dell'atmosfera di venere mai osservati prima. I suoi strumenti possono analizzare le interazioni tra il vento solare e l'ambiente planetario. ESA (Image by AOES Medialab)Venus Express ha mostrato per la prima volta il processo di perdita della sua atmosfera sul lato diurno del pianeta. La sonda interplanetaria aveva già rivelato che la maggior parte della perdita dell’atmosfera avveniva nel lato notturno di Venere.

Scoperto un nuovo oggetto del Sistema Solare

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Quest'immagine mostra l´orbita del nuovo oggetto scoperto nel Sistema Solare, SQ372 (in blu), paragonata all´orbita di Nettuno (in bianco), di Plutone (in verde) e di Sedna (in rosso). (Fonte: N. Kaib)Un nuovo oggetto del Sistema Solare……un “pianeta minore” con il nome prosaico di 2006 SQ372, a poco più di 3 miliardi di chilometri dalla Terra.

Trovata acqua nel suolo di Marte

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Immagine panoramica a 360 gradi del sito. (NASA/JPL-Caltech/University Arizona/Texas A&M University)Test nel mini laboratorio a bordo del Lander Phoenix (NASA) hanno identificato la presenza di acqua in campioni di suolo marziano. Mercoledì scorso, il braccio robotico del lander ha riposto i campioni di suolo in uno strumento che ha identificato la presenza di vapor d’acqua emessa dai campioni sottoposti a processo di riscaldamento.

C’erano laghi e fiumi su Marte

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Un´immagine in falsi colori del delta nel cratere Jezero, che una volta ospitava un lago. (NASA/JPL/JHUAPL/MSSS/Brown University)
Due studi basati sui dati del Mars Reconnaissance Orbiter (NASA) hanno rivelato che il Pianeta Rosso un tempo ha ospitato vasti laghi, fiumi e una varietà di altri ambienti umidi che possono aver supportato la vita.
  Uno studio, pubblicato il 17 luglio su  Nature mostra che le vaste regioni delle antiche regioni montuose di Marte, che ricoprono circa la metà della superficie del pianeta, contengono minerali argillosi che si possono formare soltanto in presenza di acqua.
Lave vulcaniche hanno seppellito le regioni ricche di argilla durante i successivi periodi secchi della storia del pianeta, ma i crateri  da impatto hanno esposto nuovamente migliaia di queste aree in varie zone del pianeta.
Il dati degli studi derivano dalla immagini prese con il Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM) ed altri strumenti dell’orbiter.
“La grande sorpresa di questi nuovi risultati sta nel fatto che l’acqua pare sia stata così diffusa e residente per lungo tempo sulla superficie di Marte e soprattutto quanto siano vari e diversificati gli ambienti identificati”, afferma Scott Murchie, principal investigator di CRISM presso la Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory nel Maryland.

I minerali di tipo argilloso, chiamati fillosilicati, hanno preservato informazioni sulle interazioni tra l’acqua e le rocce, avvenute in un tempo antecendente al cosiddetto periodo Noachiano della storia di Marte, approssimativamente tra 4.6 e 3.8 miliardi di anni fa.

Questo periodo corrisponde alla prima fase di formazione del Sistema Solare, quando la Terra, la Luna e Marte subivano un “bombardamento cosmico” da parte di comete ed asteroidi.  Sulla Terra rocce così antiche sono state per la maggior parte distrutte a causa della tettonica a placche. Sulla Luna, al contrario, tali rocce sono state preservate ma mai esposte all’acqua liquida. Sulla superficie di Marte, infine, le rocce contenenti fillosilicati sono una testimonianza unica relativa agli ambienti acquatici del passato, probabilmente adatti alla vita nelle prime fasi di formazione del Sistema Solare.

“I minerali presenti nell’antica crosta marziana mostrano una varietà di ambienti umidi” dice John Mustard,  membro del team di CRISM  dalla Brown University, e primo nome nello studio pubblicato su Nature. “In molte zone studiate le rocce sono soltanto leggermente alterate dall’acqua liquida, ma in pochi altri posti  le rocce sono state talmente alterate che una grande quantità di acqua deve necessariamente essere fluita abbondantemente. Questo è davvero molto eccitante poiché abbiamo trovato dozzine di siti dove future missioni esplorative possono atterrare per comprendere se Marte abbia mai potuto essere abitabile e se così, cercare i segni di una vita passata”

In un altro studio pubblicato il 2 giugno in Nature Geosciences è stato evidenziato che le condizioni ricche di acqua su Marte sono persistite per un lungo periodo: aa migliaia a milioni di anni dopo la formazione delle argille.

“La distribuzione di argille nell’antico letto del lago dimostra che l’acqua è persistita per migliaia di anni”, afferma  Bethany Ehlmann, un altro membro del CRISM team della Brown University. Ehlmann è l’autore dello studio su un antico lago all’interno del bacino da impatto chiamato Jezero Crater, nell’emisfero nord del pianeta. “Le argille sono eccezzionali nell’intrappolare e preservare materiale organico, così se la vita è esistita in questa regione, c’è una reale possibilità che la sua chimica sia stata preservata nel delta”.

Gli strumenti di CRISM sono migliori di qualsiasi altro strumento finora inviato su Marte e per tale ragione ha potuto rivelare variazioni nel tipo e nella composizione dei  fillosilicati. In tutto sono stati identificati 3 differenti classi di minerali legati alla presenza di acqua e datati al primo periodo Noachianono. Le variazioni nella composizione dei minerali suggeriscono  che sono certamente avvenuti differenti processi che hanno visto il coinvolgimento dell’acqua su Marte.

“Stiamo ora procedendo ad identificare e compilare una lista  di siti dove future missioni possono atterrare con lo scopo di analizzare la chimica organica di Marte e forse determinare se mai sia esistita la vita sul Pianeta Rosso”, afferma Murchie.

[Fonte: http://www.astronomy.com]

Dedicato ad un dio dell'Isola di Pasqua il nome di un nuovo pianetino

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Formalmente noto come 2005 FY9, Makemake con Plutone ed Eris è ufficialmente un pianetino, come designato dall´International Astronomical Union (Illustrazione: NASA/ESA/A Feild/STScI)Uno degli oggetti più grandi della cosiddetta Kuiper Belt (un anello di corpi ghiacciati posto al di là di Nettuno e che orbita intorno al Sole) ha finalmente un nome: MakeMake il dio creatore, al quale era dedicata la cerimonia dellUomo-uccello nella cultura dell’Isola di Pasqua.

Scoperta l’origine dei meteoriti più comuni

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A destra: Confronto dello spettro dell´asteroide (1279) Datura con lo spettro del meteorite Fayetteville. A sinistra: fotograzie del meteorite Fayetteville. (Credit: Copyright Arkansas Center for Space and Planetary Sciences, University of Arkansas)Osservando con i telescopi GEMINI, due astronomi hanno scoperto per la prima volta asteroidi con uno spettro simile a quello delle “condriti ordinarie”, i più comuni meteoriti che si rinvengono in genere sulla Terra.

E ora la Luna rivela la sua acqua

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Sferule di vetro tra i campioni di rocce lunari di circa 0.2 mm, collezionate sulle Luna, durante la missione Apollo 15 (Imagine: NASA)Pensavamo che fosse totalmente asciutta, ma ora sembra proprio che la secca superficie della Luna abbia acqua nascosta al di sotto di essa.

 

Gli scienziati si preparano a riportare sulla Terra campioni di rocce marziane

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Immagine NASA del pianeta MarteEsperti di tutto il mondo si incontreranno in Francia alla fine di questa settimana per pianificare il progetto di un’ambiziosa missione robotica per il rientro sulla Terra di campioni di roccia prelevati dalla superficie di Marte (sample return)….la più grande avventura interplanetaria mai realizzata dalla conquista dell’uomo sulla Luna.

 

La missione Cassini continua

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Rendering artistico al computer della missione Cassini, che rappresenta il momento dell´accensione dei motori per la manovra di approccio all´orbita intorno a Saturno. (Dave Seal/JPL/NASA)La missione Cassini della NASA ha chiuso  il primo capitolo del suo viaggio verso Saturno e sta per intraprendere un nuovo ciclo di 2 anni che sarà rivolto a nuovi ed affascinanti interrogativi sulle due lune, Titano ed Encelado.

 

La NASA rivela nuove scoperte sul pianeta Mercurio

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Mercurio - Particolare del bacino CalorisGli scienziati hanno discusso per più di 30 anni circa l’origine delle regioni lisce presenti sulla superficie di Mercurio e sull’origine del suo campo magnetico. Ora, le analisi dei dati ottenuti mediante il flyby della sonda MESSENGER (Mercury Surface, Space Environment, Geochemistry and Ranging) hanno evidenziato che una qualche attività vulcanica sia stata coinvolta nel processo di formazione delle regioni con minore presenza di crateri e che il campo magnetico sia attivamente generato dal nucleo del pianeta.

Marte: le calotte polari

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Variabilità delle regioni polari di Marte. È evidente la grande variazione stagionale, dovuta all'evaporazione dell'anidride carbonica. Le variazioni stagionali sono tali da indurre fluttuazioni della pressione atmosferica fino al 30%.Le regioni polari di Marte sono i maggiori ”serbatoi” di materiale volatile sul pianeta. A  causa delle condizioni ambientali, durante il periodo invernale la temperatura raggiunge  valori tali da indurre la condensazione dell’anidride carbonica (il maggiore costituente  dell’atmosfera marziana) sulla superficie delle regioni polari.

Marte: caratteristiche generali

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Profilo topografico di Marte lungo la linea di longitudine 0°. Il polo nord è a sinistra della figura (Smith et al., 2001).Marte è il quarto pianeta del Sistema Solare (banale affermazione). Dista dalla Terra mediamente 79 milioni di chilometri, nonostante in condizioni di massimo avvicinamento può arrivare a “soli” 55 milioni di chilometri. 

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